La mia terra Dove affondano le mie radici

La mia famiglia ha origine nell’antica contrada di San Marco, una zona tra le estese campagne di Arpino, la cui tradizione è fortemente legata all’allevamento del bestiame e alla coltivazione di grano, fagioli, patate, e oggi soprattutto di olivi. Come accade spesso per i piccoli borghi come il mio, anche mio padre a inizio anni ’60 abbandonò il paese per tentare fortuna altrove. Ma andarsene completamente era impossibile: un legame forte e viscerale lo teneva legato a queste terre, rafforzato ancora di più dai cibi che ad esse appartengono. Ed è proprio attraverso questo legame che io cresco, osservando e innamorandomi sempre più di questa terra rude ma dolce allo stesso tempo, assaporandone ed apprezzandone ogni giorno la genuinità ed il gusto autentico dei suoi frutti, i nostri prodotti del territorioLe nostre origini? Tenterò di presentarvele “in breve”…

Patria natale di Cicerone, a metà tra storia e leggenda, la mia terra, Arpino, affonda le sue radici nel lontanissimo VII secolo a.C., con il popolo dei Volsci, per diventare cittadina romana a pieno titolo solo nel 188 a.C.

Dopo il declino in età imperiale, il territorio è passato in molte diverse mani: la conquistò Gisulfo I nel 702, e poi i Franchi, gli Ungari, fino alle violente incursioni dei Saraceni all’inizio del X secolo. Dopo due secoli di dominazione normanna, Arpino fu distrutta dagli Svevi, che cancellarono molte tracce della sua antica romanità.

La ripresa era però vicina… nel 1265 infatti, con la conquista del Regno di Napoli degli Angiò, iniziarono anche le opere di fortificazione della cittadina, come i torrioni e i castelli di Civitavecchia e di Civita Falconara.

Forse non tutti sanno che i secoli 1600-1700 videro la massima espansione demografica e economica di Arpino, che divenne conosciuta in tutta Europa grazie alle sue manifatture laniere, divenendo anche al contempo un famoso centro di cultura e istruzione.

Un altro momento di arresto nello sviluppo della cittadina si ha con l’unità d’Italia, che costrinse molti dei suoi abitanti ad emigrare. Nel 1927 Arpino entra a far parte dell’allora nuova provincia di Frosinone, conservando tuttavia la struttura che ha acquisito negli anni 1700-1800.