La mia pizza Equilibrio naturale e dinamico

Nessun blend o miscela, solo farine naturali macinate a pietra, che utilizzo per creare le due tipologie di impasto che propongo, uno di grano e uno di farro. E poi acqua, sale, lievito madre o di birra, in funzione degli impasti, e un processo di lievitazione che va da un minimo di 24 a un massimo di 48 ore.

Seguo l’istinto e la curiosità nella ricerca di prodotti scomparsi e della loro storia, del loro impiego e degli artigiani del gusto che ancora oggi li lavorano, li coltivano, li allevano o li trasformano. Persone sempre più rare, testimoni che ancora oggi ci ripropongono il più fedelmente possibile la nostra storia sensoriale.

Utilizzo il ricordo per rielaborare e modificare ricette e ingredienti della mia infanzia, incontri, esperienze e sensazioni. In passato la preparazione della pizza era un evento solenne, oggi purtroppo è un piatto ingiustamente bistrattato. Il mio desiderio è farlo rivivere come momento di aggregazione di amici e famiglie, proponendo un piatto ad elevata digeribilità e che valorizzi il gusto degli ingredienti utilizzati. Le ricette proposte sono calibrate seguendo equilibri sensoriali e nutrizionali, evitando combinazioni tra elementi non salutari o l’utilizzo di prodotti dannosi per la salute.

Proprio per queste ragioni, per lo studio che c’è dietro ogni pizza proposta e per garantirne gusto e apporto nutrizionale, non è possibile effettuare modifiche agli ingredienti. In apparenza un limite, in realtà un modo saggio di affidarsi al pizzaiolo…

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